Sumiko Blue Point Special EVO III Hi – Prova e consigli d’uso

Sumiko Blue Point Special EVO III - Hi Prova e consigli d'uso

Eccoci alla seconda puntata dedicata ai fonorivelatori Sumiko: il test odierno è incentrato sulla Blue Point Special oggi in versione EVO e approdata alla terza generazione. Evito di ripetere la parte introduttiva già pubblicata nella prova precedente delle Blue Point N°.2

Metodologia e preparazione alla prova.

La testina è stata rodata almeno 50 ore, poi ascoltata su due giradischi diversi per tipologia e fascia economica (Roksan Xerxes/Zeta Arm e Micro BL-91/Dynavector DV505). Come sezioni phono, ho usato un VDH The Grail e l’ingresso phono MM di un Preamplificatore Audio Techne, per avere un riscontro sia su una tipologia valvolare, sia su una a stato solido.
È necessario premettere che tutti i giudizi qualitativi sono stati attribuiti cercando di mediare tra una valutazione in senso assoluto e una relativa alla categoria di appartenenza, o, se preferite, adeguando la severità di giudizio al valore assoluto dell’oggetto.

Confezione e caratteristiche tecniche.

La scatola é estremamente semplificata, un cubo di legno con una fascia di cartoncino riportante le caratteristiche tecniche essenziali. Infilato tra scatola e fascia troviamo un librettino di istruzioni decisamente esaustivo e ben fatto, completo di informazioni sulla corretta messa a punto del fonorivelatore. Sotto il supporto della testina, un sacchetto di plastica contiene il classico mini cacciavite e viti di varia lunghezza. Insomma, una dotazione semplice, ma completa.
Come la precedente Blue Point N°2, anche la Special EVO III, pur essendo di tipo a bobina mobile, ha un’uscita medio alta e può essere collegata direttamente ad un ingresso per testine MM. Ho scelto questo modello caratterizzato dal suffisso Hi, (in catalogo è presente anche una versione a bassa uscita “LOW”), poiché vorrei completare una panoramica centrata su questa tipologia di fonorivelatori, provando in futuro anche modelli di Ortofon, Dynavector e Denon.
La testina è di tipo “nude”, cioè priva di copertura del motore elettromagnetico. Occorre quindi prestare attenzione a come si maneggia, soprattutto è necessario tenere le dita ben distanti dai delicati fili esposti sui lati. Lo stilo è di tipo ellittico, montato su cantilever di alluminio. Pesa 8,3 grammi e dichiara una cedevolezza di 12 x 10-6 cm/dyne, dati che la rendono adatta a qualsiasi braccio da massa medio bassa a medio alta. Il peso di lettura consigliato è di 2 grammi. La risposta in frequenza dichiarata è compresa fra 12 e 50.000 Hz, la separazione è di 35 db e il bilanciamento tra i canali di 0,5 dB.

Il suono.

Si riconosce subito l’impostazione di “famiglia”, che prevede un buon equilibrio timbrico generale, con la gamma media e medio-acuta ben trasparente, in leggerissima evidenza, ma mai fastidiosa. Il basso è ben articolato, non particolarmente profondo e potente, ma dotato di corpo sufficiente ad emozionare con qualsiasi genere musicale. L’estensione in frequenza risulta ben sviluppata ad entrambi gli estremi
Davvero sorprendenti, in rapporto alla categoria di appartenenza, sia la microdinamica, sia il contrasto dinamico, oltretutto molto uniforme su tutte le frequenze. Questa ultima caratteristica è, a mio parere, particolarmente importante, poiché concorre all’ottenimento di un suono molto naturale, organico e permette alla già citata leggera evidenza della parte medio acuta di creare “ariosità”, trasformando così un leggero squilibrio in un fattore addirittura positivo.
Davvero interessante la riproduzione tridimensionale della EVO III, direi che ricalca l’impostazione della N°2 a livello puramente dimensionale ma aggiunge maggiore separazione tra i livelli di profondità, focalizza con maggior naturalezza e aumenta l’aria tra gli strumenti (o gli interpreti, a seconda dei generi musicali).
Veramente buono il tracciamento: anche questa Sumiko supera la traccia a +16 dB del disco test. Per la verità, non ho riscontrato una grande differenza con il modello inferiore (invece evidenziata in altre recensioni effettuate da riviste internazionali), però, quando non ci sono sintomi di mistracking, non capisco come sia possibile rilevare un possibile miglioramento….

Consigli d’uso.

Come già osservato, la BPS EVO III si adatta molto bene a vari bracci, tra i più diffusi cito le famiglie SME o Rega. In particolare, si sposa perfettamente con base e braccio Rega (ho vari clienti che possiedono con soddisfazione il Planar 3 con questa testina).
Più in generale mi sento di consigliarla, come già avevo fatto per il modello Blue Point N°2, per una vasta gamma di giradischi nella fascia di prezzo compresa orientativamente tra i 1000 e i 2000 euro. Attenzione, però: a differenza del modello citato sopra, la BPS EVO III è molto meno “docile” e non perdona molto i difetti timbrici dei giradischi, quindi richiede un po’ più di attenzione negli abbinamenti.
A questo proposito, mi sono divertito a provare un’ottimizzazione “fine” usando varie combinazioni di shell, tappetino e stabilizzatore, rilevando una buona reattività del fonorivelatore ai cambiamenti. Inoltre, ho regolato il VTA con un angolo leggermente negativo (circa un grado di pendenza verso il fulcro del braccio), ottenendo una leggerissima esaltazione dei bassi (migliorativa nel mio specifico setup).

Conclusioni.

Dopo un paio di mesi di convivenza, posso dire di aver apprezzato molto il suono della BPS EVO III: certamente, non è un caso se da anni è il leader di vendite nella sua fascia di prezzo. È un fonorivelatore che può essere usato senza troppe attenzioni, ottenendo subito buoni risultati, ma che permette di divertirsi con ottimizzazioni che lo esaltano e lo portano a competere con concorrenti di prezzo anche doppio.


marco