Mondo analogico – MM vs MC

MM vs MC

Credo che la contrapposizione tra i fautori dei fonorivelatori a magnete mobile (MM) e quelli a bobina mobile (MC) sia uno dei classici dibattiti senza fine, al pari di quelli che si creano tra gli amanti delle valvole e i sostenitori dei transistor, tra gli appassionati dell’alta efficienza e i fan dei diffusori tradizionali. Sono già stati scritti fiumi di inchiostro al proposito, quindi vediamo ora di fare un riassunto che integri l’area tecnica, quella di mercato, i pro e contro dei due approcci, senza scordare le caratteristiche prettamente sonore.

La tecnica
Le testine a Magnete Mobile (magnetodinamiche) hanno una struttura meccanica in cui il cantilever presenta, al lato opposto della puntina di lettura, un magnete permanente solidale al cantilever stesso. Un elemento elastico di sostegno, posto nella zona centrale del cantilever, farà si che ogni informazione letta dalla puntina causerà un movimento identico, in senso contrario, dall’altro lato del cantilever. Il magnete genera un campo magnetico nel quale sono immerse le bobine, solidali al corpo della testina; ogni suo movimento creerà per induzione una corrente elettrica modulata nelle bobine. Ovviamente, questa è una semplificazione estrema che presenta, nella realtà, moltissime variabili, ma fondamentalmente spiega che “il suono nasce” dai movimenti di un magnete.
Nelle testine a bobina mobile (elettrodinamiche), il generatore elettromagnetico ha una struttura quasi opposta: infatti le bobine sono montate, con un’armatura, in modo solidale al cantilever e si muovono con questo; esse sono immerse in un campo magnetico generato da un potente magnete permanente solidale al corpo della testina. Spesso, per motivi che non è il caso di approfondire ora, le bobine sono poste in posizione centrale rispetto al cantilever e la sospensione elastica si trova in posizione posteriore. L’importante è capire che in questo caso il suono “nasce” dai movimenti delle bobine.

Pro, Contro e considerazioni varie.

Fonorivelatori a Magnete Mobile: “I Pro”

  1. costruzione relativamente semplice, quindi costi di produzione più contenuti
  2. tensione in uscita elevata, quindi minori problemi di amplificazione (non servono stadi di step-up aggiuntivi)
  3. mancanza di collegamenti elettrici tra equipaggio mobile e corpo della testina, che si traducono in facilità e economicità di sostituzione di stilo e puntina in caso di usura o rottura
  4. la quasi totalità delle testine MM si adattano a bracci di massa media ed hanno buoni margini di tolleranza, quindi la compatibilità meccanica è elevata
  5. in teoria, lo standard di carico in ingresso è di 47 Kohms, quindi la compatibilità elettrica è pressoché totale (ma questo solo in teoria: si veda però il punto 2 dei Contro).

Fonorivelatori a Magnete Mobile: “I Contro”

  1. Massa mobile più bassa, cedevolezza in genere medio alta, non si accoppiano bene a bracci lunghi e pesanti. Leggono a peso mediamente basso (0.5-1.5g) e questo usura poco di dischi (sarebbe da annoverare tra i pro!), la loro capacità di tracciare il solco può essere buona ma a pesi di lettura troppo bassi è limitata e non si può esagerare col peso per via della cedevolezza.
  2. Per loro natura, i fonorivelatori MM sono molto sensibili al carico, sia per il parametro della resistenza, sia per quello della capacità. Quindi, per funzionare davvero bene necessiterebbero di una grande attenzione nel calcolo dei cavi usati per il collegamento (braccio, eventuale cavo tra braccio e preamplificatore e circuito di ingresso). Sarebbe quindi preferibile dotarsi di un Pre phono con regolazioni sia per la capacità, sia per la resistenza di ingresso; purtroppo, però, questa tipologia di Pre è generalmente abbastanza cara.

Fonorivelatori a Bobina Mobile: “I Pro”

  1. Tracciano a pesi mediamente più alti, spesso hanno sospensioni più rigide. Buon accoppiamento con bracci lunghi e pesanti. Questo tende a fare consumare di più i dischi, però può garantire in alcuni casi una capacità di tracciamento molto buona.
  2. facilità di calcolo dell’impedenza di ingresso necessaria: basta moltiplicare l’impedenza interna del fonorivelatore per 10 e si avrà un riferimento preciso. Questo tipo di testine ha però una tolleranza molto ampia e questo fattore moltiplicativo può essere considerato in un range compreso tra 6 e 20. Nota: generalmente, più l’impedenza di ingresso è bassa, più la testina sarà frenata elettricamente e minore sarà l’estensione verso le alte frequenze, mentre un’impedenza di carico troppo elevata potrebbe lasciare troppo libero l’equipaggio mobile e in alcuni casi (non sempre) creare delle risonanze poco piacevoli.

Fonorivelatori a Bobina Mobile: “I Contro”

  1. costruzione piuttosto complessa e delicata, quindi costosa.
  2. tensione di uscita molto bassa: necessitano di Step-up (elevatori di segnale) dedicati, quindi obbligano a costi aggiuntivi
  3. il collegamento meccanico solidale tra le bobine mobili e il cantilever rende necessario l’intervento in fabbrica per qualsiasi operazione di manutenzione, con costi elevati
  4. nel panorama delle MC esistono modelli con cedevolezza abbastanza alta e molto bassa (testine “morbide” e “dure”, come si usa dire), quindi va posto un occhio di riguardo all’accoppiamento con il braccio.

Le testine MC ad alta uscita possono essere assimilate alle MM per i punti 2, 4 e 5 dei “Pro” ed il punto 1 dei “Contro”, inoltre corrispondono al punto 3 dei “Contro” nella sezione MC.

Posizionamento di mercato.

I fonorivelatori a magnete mobile occupano in splendida solitudine tutta l’area di mercato compresa tra il livello di ingresso (poche decine di euro) e i 300/400 euro. Da questa cifra fino a circa 800 euro esiste un’ampia offerta di MM, MC e MC ad alta uscita. Oltre il migliaio di euro, il territorio è praticamente riservato a MC e MC ad alta uscita.
Esiste però uno strano fenomeno: le testine MC tradizionali (bassa uscita) necessitano quasi sempre di uno Step-Up, universale o dedicato che sia, che ne raddoppia quasi il costo. Ciò porta ad una situazione reale in cui esiste un “buco” di offerta nell’area attorno ai 1000 euro, dove le MM non si spingono (tranne un paio di eccezioni) e le MC di classe elevata non scendono (come prezzo, ovviamente). É interessante questa osservazione, perché, invece, la categoria “1000” euro è una delle più combattute per tutti gli altri componenti Audio.

Il suono: MM vs MC

Parlare del suono di due tipologie di prodotto, in modo generico, in un mondo dove i distinguo e le particolarità sono la norma, mi sembra un po’ come spiegare ad un astemio le differenze tra i vini bianchi e quelli rossi senza poter discernere tra fermi, mossi, dolci o secchi. Però, siccome dietro ad ogni luogo comune o credenza popolare si cela una piccola verità, possiamo asserire, in senso assolutamente generico, che le sensazioni offerte dalle MC siano quelle di estrarre più informazione dai solchi, avere meno distorsione e una risposta in frequenza più estesa. Le MM, dal canto loro, offrono un suono più aggressivo, meno raffinato ma con maggiore impatto, sovente più eufonico e facile da “gestire”.

Terminate queste affermazioni tanto generiche quanto “politically correct”, ecco una mia personale e soggettiva visione di questo scontro titanico di tecnologie.
Lasciando da parte la filosofia, mi sento di affermare che, pur riconoscendo la supremazia incontrastata delle MC, la scelta è pragmaticamente, inevitabilmente ed esclusivamente dettata dal budget.
Sono infatti fermamente convinto della superiorità di una buona MM rispetto ad una MC mediocre: la scelta MC è costosa in termini di fonorivelatore, di step-up, braccio e base. Prenderei in considerazione l’uso di questo tipo di fonorivelatore solo con un budget di almeno 1000/1500 euro (sempre considerando anche l’Head-amp), altrimenti meglio un’eccellente MM o una MC High Output. Immagino la voce fuori campo: “Ma la Denon DL 103 è strepitosa e costa 300 euro!”.
Vero, ma per farla suonare al meglio serve un bel trasformatore (AU-103 per esempio), un braccio a massa alta possibilmente da 12 pollici e una base bella massiccia: tutto materiale non proprio economico. Impariamo a pensare all’impianto e al sistema di lettura analogico come ad un’unica macchina ben bilanciata e correttamente assemblata, non come ad una accozzaglia casuale di “pezzi”.
Sempre parlando di MC, quando non si abbia l’ingresso dedicato nel preamplificatore, è quasi sempre meglio comprare un trasformatore elevatore o l’headamp dedicato alla testina scelta e prodotto dallo stesso costruttore. In alcuni casi della fascia più alta del mercato, questa scelta dà risultati eclatanti, davvero difficili da raggiungere con scelte diverse, vedi, per esempio, le testine ZYX con il loro pre attivo, le Koetsu con il loro trasformatore o le Ortofon SPU con l’SPU T-1000. In generale, comunque, è quasi sempre preferibile utilizzare un trasformatore esterno ed entrare nell’ingresso MM del preamplificatore, piuttosto che usare un Pre-pre attivo interno (è ovvio che si sta parlando di prodotti di livello compatibile).

Il mercato dell’usato

Il mercato dell’usato offre alcune grandi opportunità, ma anche grandi rischi. Abbiamo prima evidenziato un’area di offerta, quella prossima ai 1000 euro, molto difficile da approcciare, se si vuole una MC: ebbene, il prodotto di “seconda mano” o il vintage possono aiutare molto sotto questo profilo. È infatti possibile acquistare, senza paure di malfunzionamenti, un trasformatore o stepup attivo usato molto performante a prezzi decisamente ragionevoli; basterà una prova sommaria e, se l’apparato risulterà a posto, gli anni di età non rappresenteranno un problema: il suono sarà quello del primo giorno.
Per la testina, invece, il discorso è assolutamente opposto. Secondo me, è fondamentale comperare il nuovo: tuttavia, accoppiando testina di attuale produzione (e ce ne sono di eccellenti di prezzo ragionevole, AudioTechnica o Ortofon, per menzionare le più famose) e stepup usato ci si può dotare di un eccellente sistema di lettura, rimanendo sotto la fatidica soglia a quattro cifre.
Perché una mia affermazione tanto decisa e negativa riguardo ai fonorivelatori usati e, aggiungo, ai NOS?
Semplice: perché sono prodotti ad altissimo rischio; al limite, si può comprare un usato da chi si conosce e, quindi, offre la massima sicurezza, ma, per il resto, l’azzardo è notevole. Basta pensare che gli elastomeri delle sospensioni dovrebbero essere mantenuti sotto vuoto, refrigerati, con umidità costante e al buio per mantenere per decenni le loro proprietà. In che condizioni sarà una testina, MM o MC che sia, NOS? Le caratteristiche sono ancora quelle dichiarate? La sospensione si sbriciolerà o si danneggerà dopo qualche ora di ascolto? Ci affidiamo a uno stilo di ricambio NOS che potrebbe presentare gli stessi problemi? Un fonorivelatore utilizzato con regolazioni molto errate, dopo cento ore potrebbe già essere compromesso. Insomma, il fascino del vintage è forte, ma, personalmente, non comprerei una testina di cui non conosco la storia o con più di 10/15 anni di vita.

Conclusioni.

Tanto per cambiare, non c’è un vincitore assoluto, anche perché l’incrocio di “categoria” è assai limitato. Per un neofita probabilmente è meglio cominciare dalla MM, anche perché probabilmente non avrà un sistema di lettura in grado di esaltare la raffinatezza di una MC. L’ideale sarebbe avere tutte e due le tipologie, anche perché alcuni dischi di musica rock davvero si esaltano con la cattiveria di una bella MM (lo può confermare chi abbia ascoltato i dischi dei Beatles con fonte Thorens Stanton e diffusori monitor JBL). Il consiglio più importante, però, è quello di scegliere un prodotto sempre leggermente più performante di quello che pensate sia necessario. Il suono nasce nella testina e nulla lo può migliorare, anzi, tutto quello che segue lo peggiorerà o, addirittura, ne esalterà i difetti.


marco