Le Moving Magnet Audio Technica: prova comparativa e guida all’acquisto

Moving Magnet Audio Technica - prova comparativa e guida all'acquisto

Il crescente ritorno di interesse verso il mercato analogico sta gradualmente riportando l’attenzione anche sulla fascia medio bassa dei fonorivelatori che, per molto tempo, sono stati snobbati dagli audiofili più evoluti.
Mentre il mercato di fascia alta presenta tuttora una notevole varietà di marchi e modelli, la fascia inferiore è al confronto assai “povera”, dal momento che solo chi ha potuto mantenere una produzione sufficientemente elevata oggi può vendere a prezzi entry level.
Fondamentalmente sono due i produttori che, anche grazie alle forniture OEM, oggi hanno una completa linea medio-economica: Audio Technica e Ortofon.
Poche sono le prove “ufficiali” di prodotti di questa fascia di prezzo, poiché riviste e siti specializzati si focalizzano maggiormente su prodotti di alto livello. Resta quindi solo Internet, che, sebbene sia una grande fonte di informazioni, purtroppo però le offre in modo frammentario e disomogeneo, al punto che le valutazioni sono sovente discordanti, per non dire ridicole.
Così, ho deciso di provare le 5 testine Audio Technica MM in una batteria organizzata con un minimo di criterio, senza voler essere particolarmente scientifico, ma usando una metodologia mutuata dalle prove che facevo da professionista della carta stampata.

Metodologia e preparazione alla prova.
Ogni testina è stata rodata almeno 40 ore, poi ascoltata su tre giradischi diversi per tipologia e fascia economica (Thorens TD 147, Roksan Xerxes/Zeta Arm) ed infine montata per l’ultima sessione sul Micro BL-91 con Braccio Dynavector DV505. Anche le sezioni phono che ho scelto sono state molto diverse tra loro, infatti ho usato l’ingresso phono MM di un amplificatore Audio Video (anche se di alta qualità) per simulare una situazione di base, oltretutto molto diffusa e l’ingresso phono di un Preamplificatore Audio Techne per avere un riferimento, se non assoluto, certamente al di sopra di ogni sospetto in relazione alla fascia delle testine in oggetto.
Un problema che avevo inizialmente sottovalutato è che lo shell incide non poco sul risultato finale; così, per uniformare i risultati, gli ascolti “post rodaggio” sono stati effettuati a rotazione, usando due shell identici e tenendo sempre una testina come riferimento per quella successiva. È necessario premettere che tutti i giudizi di valore sono state fatti cercando di mediare tra una valutazione in senso assoluto e una relativa alla categoria di appartenenza.


marco