L’11 Dicembre 1938 nasceva a Filadelfia McCoy Tyner

McCoy Tyner

Questo fantastico pianista è certamente una delle figure più significative dell’intero panorama Jazz. Nella sua carriera, ha sperimentato ogni possibile sfumatura di questo genere musicale, dal post bop al free jazz. Inoltre, ha preso parte alla creazione di capolavori quali My Favorite Things e A Love Supereme con John Coltrane, e, se si volesse ripercorrere ogni tappa della sua sfolgorante carriera, si riempirebbero pagine e pagine di entusiastiche recensioni.

Nel giorno del suo compleanno vorrei consigliare 4 album, due dal profilo molto audiofilo, un “classico” ed un bootleg
Il primo è Jazz Roots, edito da Telarc nel 2000. Si tratta di un disco in cui Tyner suona 14 brani di altrettanti compositori, ricalcando, appunto, le varie Jazz Roots. Un disco molto ben realizzato, suonato in modo magistrale, ma anche, in un certo senso, poco significativo per un artista come McCoy Tyner.

Qualità Tecnica: 9

Qualità artistica: 6,5
New York Reunion: edito da Chesky Records nel 1991. Quartetto decisamente interessante, con Joe Henderson al Sax tenore, Ron Carter al basso e Al Foster alla batteria. Una performance in style Hard Bob veramente godibile, 4 brani estratti dal repertorio di ognuno dei musicisti e 4 standard. Recorda Me, Beautiful Love e Home sono, a mio parere, le perle di questo disco.

Qualità Tecnica: 9

Qualità artistica: 8
McCoy Tyner Plays Ellington: un disco forse meno noto rispetto ad altri, ma assolutamente strepitoso. Registrato nel 1965 dalla Impulse, fa concorrenza alla produzione Telarc come qualità di registrazione e McCoy Tyner risulta ben più ispirato. Al basso Jimmi Garrison e alla batteria Alvin Jones. Un disco che non mi stanco mai di ascoltare.

Qualità Tecnica: 8,5

Qualità artistica: 9
ParisBossa: questo è un disco live probabilmente bootleg. Tra l’altro con una datazione anomala, 1984, riportata sul disco, con data di registrazione 1970, ma probabilmente del 1974. Poco importa, i due brani presenti sul disco sono davvero capolavori, Azar Lawrence al sassofono, Joony Booth al basso e Wilby Fletcher alla batteria con un ulteriore percussionista a supporto, suonano con uno stile che varia dall’Hard Bop al Free, un disco molto diverso dagli altri, direi un po’ più per “addetti ai lavori”.

Qualità Tecnica: 5

Qualità Artistica: 9,5


marco