Audio Technica AT-LP5 – Prova e consigli d’uso

 

Audio Technica AT-LP5 Prova e consigli d'uso

Dopo aver provato praticamente l’intera produzione di fonorivelatori AudioTechnica, la voglia di ascoltare il nuovo giradischi LP-5, appositamente realizzato per un uso “audiofilo”, è cresciuta fino al punto di procurarmene uno e sottoporlo ad un’attenta analisi. Ritengo interessante e necessario sottolineare la specificità di questo giradischi, perché gli altri modelli già presenti da anni in catalogo sono invece destinati al mercato DJ e semi-professionale.
In realtà, esiste anche l’LP-60, con trazione a cinghia, ma sinceramente ho qualche difficoltà nel ritenere degno di attenzione un giradischi di plastica, con un peso di 3 kg, che, completo di testina, preamplificatore phono e convertitore A/D, costa al pubblico 199 euro, di cui il 25% sono IVA e dazio. Anzi, è già un miracolo il fatto che “funzioni”, ma, avendolo brevemente ascoltato, lo considero comunque al di sotto delle aspettative sonore minime di un vero appassionato.

Metodologia e preparazione alla prova.

Il Giradischi è stato inserito nel mio sistema di riferimento; brevemente rodato, ha manifestato un mutamento di suono rapidissimo, già dopo la lettura di un paio di LP si è stabilizzato mantenendo poi praticamente inalterate le sue caratteristiche sonore. Ovviamente, ciò non vale per la testina in dotazione, una AT-95EX che è stata subito accantonata per… manifesta inferiorità nei confronti dell’LP5.

La Tecnica.

L’AT-LP5 è un giradischi a trazione diretta con telaio rigido, piedini elastici disaccoppianti e braccio a “J”. La struttura è ragionevolmente solida e pesante ( dichiarati 10 Kg.), anche se la copertura esterna in plastica, ad un esame superficiale, appare piuttosto “leggerina” e risonante.
Il motore appare simile a quello del modello AT-120, nascosto sotto una piastra rimovibile; anche le caratteristiche dichiarate sono le stesse, motore in DC con una coppia di 16. kgf.cm allo spunto iniziale. Il perno appare ben stabile, senza nessun gioco, che era invece presente, sul piano verticale, nel modello superiore AT-1240. Il piatto è in alluminio molto leggero e privo di materiale smorzante, fornito però di un matt in gomma spesso e pesante. Le velocità disponibili sono due: 33 e 45 RPM con controllo al quarzo e prive di regolazione fine.
Il già citato braccio a “J” dichiara di rifarsi, come geometria, ai classici bracci Audio-Technica degli anni ’60 e ’70; infatti, usa il medesimo gruppo di articolazione utilizzato anche sul modello AT-120 verniciato in nero opaco. Peccato sia stato eliminato, rispetto al modello di origine, il meccanismo di regolazione VTA, che trovo assolutamente utile per applicazioni “audiophile”. La massa del braccio non è dichiarata.
La testina è una versione custom della AT95, qui denominata EX, che parrebbe avere una tensione di uscita leggermente superiore al modello base (4 mV invece di 3,5).
A completare la dotazione interna, troviamo un pre phono con uscita a livello linea selezionabile e un’uscita digitale USB (16 Bit – 44/48Khz.).
Gli accessori sono vari, cavi analogici e digitali (USB), adattatore 45 RPM, un bello shell AT-SH10 e un CD con Audacity per trasferire il vinile su digitale. Non è presente la cappa anti-polvere.

Il suono.

Anche se, così facendo, la prova potrebbe risultare meno interessante per molti audiofili attenti al budget, ho deciso di usare come fonorivelatore di riferimento la AT-150MLa per un semplice motivo: questo giradischi eccede di gran lunga le aspettative di categoria e usarlo con la AT95 sarebbe come valutare un’autovettura tenendo il freno a mano tirato. Anticipo quindi una conclusione, affermando che il minimo sindacale per l’LP5 è l’accoppiamento con una AT-120 o, meglio, una AT-440. Ovviamente, ognuno è libero di investire il proprio denaro come crede, nella consapevolezza però che, senza questa spesa aggiuntiva, il rapporto Qualità/Prezzo del sistema si abbassa drammaticamente.
Inoltre, tutte le prove di ascolto si riferiscono unicamente all’uscita Phono: l’uscita linea, a mio parere, deve essere considerata “di emergenza”, poiché abbassa tragicamente la qualità dell’ascolto. Tra l’altro, ho la sensazione che il segnale venga prima digitalizzato, poi equalizzato (RIAA) e ri-convertito in analogico. Anche l’uscita digitale non è un portento: digitalizzare l’analogico non è uno scherzo e bisognerebbe mantenere il massimo della qualità, altrimenti è meglio scaricare un bel MP3 già confezionato dai tanti siti presenti sul web.

Risposta in Frequenza e Timbrica: l’LP-5 presenta una risposta sorprendentemente estesa sia verso il basso, sia verso gli acuti, e un timbro che risulta essere decisamente tipico Audio Technica, con una leggera e piacevole apertura sulla gamma media e medio alta. Inizialmente, temevo che, usando un fonorivelatore con pari caratteristiche, questa caratterizzazione si sommasse diventando una colorazione eccessiva, invece ciò non è successo, anzi, incredibilmente, quasi si notava maggiormente usando fonorivelatori di altri produttori. La risposta in basso merita davvero un elogio, è potente, profonda e ben controllata, degna di prodotti di ben altra categoria di prezzo. Il limite più evidente è una tendenza a “impastare” in presenza di segnali particolarmente complessi, Direi che ciò è da imputarsi principalmente al braccio e secondariamente alle risonanze della base, ma è un’affermazione basata sull’esperienza, essendo impossibile scindere i due oggetti.
Dinamica e Contrasto dinamico: da un giradischi a trazione diretta ci si attende una dinamica e, soprattutto, un contrasto dinamico molto accentuato e l’LP5 risponde splendidamente a queste aspettative. Gli attacchi sono sempre precisi e ben definiti, le sfumature correttamente proposte, insomma un giradischi che offre un suono molto dinamico senza scadere nella grezza violenza.
Soundstage: la ricostruzione spaziale è di buon livello, ben dimensionata e con un’ottima profondità. Risponde molto bene al “cambio di disco”, cioè varia a seconda dell’incisione in maniera significativa, il che è sempre segno di neutralità. Come sottolineato prima rispetto alla timbrica, nei passaggi più complessi e in presenza di masse orchestrali importanti il suono tende a collassare verso il centro scena.
Musicalità: Questo nuovo giradischi AudioTechnica non è certo un lettore dolce e morbido, ma non per questo manca di musicalità. La riproduzione coniuga fisicità, corpo, ariosità e sufficiente raffinatezza. Un bilanciamento che lo esalta con qualsiasi genere musicale.
Organicità: Vale il discorso fatto per la musicalità, l’LP5 ha davvero molto equilibrio in tutti i suoi parametri, che si esaltano a vicenda .
Altre considerazioni sul suono: i difetti tipici dei giradischi a trazione diretta economici sono fondamentalmente due: la mancanza di raffinatezza e una spiccata tendenza a modulare le note tenute. Soprattutto quest’ultima peculiarità, per vari motivi tecnici ampiamente discussi in passato (correzione “violenta” della velocità, pochi punti di controllo per rotazione del disco ecc.), ha fatto allontanare molti audiofili dalla trazione diretta. L’LP5 è immune a tutto ciò? La risposta è negativa, questo difetto rimane, ma devo dire che è sorprendentemente limitato, quasi impercettibile. Riguardo alla raffinatezza, i limiti più evidenti sono nell’ordine: la testina in dotazione davvero non all’altezza della situazione e il braccio non eccelso (anche se lavorando sulla regolazione dei cuscinetti migliora notevolmente). Per questo è fondamentale upgradare la testina per elevare la qualità generale.

Consigli d’uso.

Devo dire che mi sono divertito molto a giocare con un giradischi economico ma anche molto reattivo al tracking. Presento ora, in ordine di efficacia e, quindi anche in ordine temporale di intervento le modifiche maggiormente utili.
Anzitutto, consiglio di lavorare sul lato accoppiamento o eventualmente disaccoppiamento della base; infatti, la cosa che meno mi è piaciuta sono i piedini elastici con una superficie anti scivolo che quasi creava un effetto ventosa sul mio piano. Un accoppiamento più rigido (nel mio caso ottenuto con distanziali in legno) non solo ha ripulito tutta la parte bassa dando maggior profondità, articolazione e velocità alle frequenze gravi, ma ha portato effetti benefici fino alla banda acuta, con un notevole guadagno di raffinatezza globale. Ovviamente, su basi diverse potrebbe essere necessario usare materiali diversi, ma consiglio di sperimentare, perché il miglioramento è evidente.
Un effetto simile per entità, ma maggiormente centrato sulla gamma medio-acuta, si ottiene sostituendo il matt originale gommoso con uno di tipo vinilico, per esempio Achromat o Clearaudio Harmonicer. Matt “morbidi” in panno, sughero e pelle, portano meno benefici sulla gamma medio alta e nessuno in basso, mentre il famoso Micro Seiki in rame ne spegne la dinamica.
Il passo successivo riguarda lo stabilizzatore, che, sebbene non dia risultati significativi sul giradischi standard, esalta i miglioramenti portati da disaccoppiamento e sostituzione del matt raggiungendo un livello di musicalità e organicità tipiche di lettori di livello nettamente superiore. Visto che il peso sul piatto non è gradito dall’AT-LP5, consiglio un clamp leggero, magari a crimpare come il J.A.Michel, il Pro-Ject Clamp-IT o il Clearaudio Clever Clamp.
Lo shell in dotazione fa molto bene il suo lavoro ed è anche meccanicamente molto valido, oltretutto il braccio non permette di bilanciare shell pesanti (lo stesso Audio Technica AT-LH 13 non è compatibile), quindi consiglio di non sostituirlo. Per pura curiosità, e per testare i limiti del giradischi, ho provato alcuni shell in legno con ottimi risultati ma, ancora una volta, consiglio di investire piuttosto su una buona testina….

Conclusioni.

Sebbene sia abituato all’elevatissimo rapporto qualità prezzo dei prodotti AudioTechnica, questo LP-5 mi ha davvero stupito. Già nella sua configurazione base è un pericolosissimo avversario commerciale di molti giradischi considerati da anni i campioni della fascia entry level; anzi, come dinamica, senso del ritmo e organicità si pone ai vertici della categoria fino ai mille euro. Completandolo con una testina adeguata e un paio di accessori (mantenendo comunque la spesa ben inferiore ai mille Euro) può rappresentare il lettore definitivo di qualsiasi audiofilo con limiti economici.


marco