Audio Technica AT-91b

AT-91b - recensione

Il suffisso “b” significa bulk, cioè priva di imballo dedicato. La mancanza di scatola e accessori vari (le viti e il foglio illustrativo sono comunque in dotazione) a questi livelli di prezzo è molto importante, perché avrebbe un impatto percentualmente elevato sul prezzo finale. Questa precisazione mi induce a fare una riflessione: dazio, trasporto e IVA già si portano via oltre il 25% del valore. Casa produttrice, distributore e negoziante devono avere un utile dalla commercializzazione (e su questo utile un altro 30% per passaggio se lo intasca lo Stato…. che alla fine è quello che ci guadagna come tutti gli altri messi insieme). Insomma, offrire un prodotto di decente qualità a 33 euro (prezzo pubblicato sul sito del distributore) è davvero un piccolo miracolo di ingegneria.
Le caratteristiche tecniche dichiarate sono assai generiche: il cantilever è in carbonio e lo stilo ha profilo conico, l’uscita è medio alta, perfetta per ingressi phono entry level. Anche il peso di lettura, compreso tra 1,5 e 2,5 grammi (consigliato 2), è rassicurante per bracci economici. Insomma, tutto sembra assolutamente votato alla massima compatibilità: “poca teoria e molta sostanza”.
Il suono:
la dote primaria della AT-91 è indubbiamente l’equilibrio. Risulta sempre molto piacevole da ascoltare, e, pensando che costa come… un buon disco, verrebbe da fermarsi qui. Ma siccome il rapporto qualità prezzo è quella convenzione che sembrerebbe far suonare bene le cose economiche e inevitabilmente sempre peggio quelle più care, vediamo di analizzare un po’ più profondamente pregi e difetti della AT-91.
La risposta in frequenza è buona, con un calo sopportabilissimo a entrambi gli estremi banda e una gamma media abbastanza aggressiva, ma mai fastidiosa, che è anche la sua dote migliore. La parte bassa dello spettro è corposa, sufficientemente precisa, ma poco articolata. L’acuto è equilibrato, mai tagliente, seppur non raffinato.
Ragionevolmente buona la dinamica, anche se microdettaglio e ariosità non sono certo a livelli elevati.
La ricostruzione prospettica è sufficientemente estesa sul piano orizzontale, con un accenno di profondità e una sopportabile tendenza a collassare nei passaggi più impegnativi.
La AT-91 traccia piuttosto bene, ed è facile da regolare; sopporta leggeri errori di taratura senza scomporsi, anche se si nota, verso le tracce più interne, un leggero aumento della distorsione.
In sostanza, un fonorivelatore assolutamente “sano” che si fa notare per non avere grandi difetti, il che, a questi livelli, è un gran pregio!
Consigli d’uso:
La AT-91 è semplicemente perfetta per rimettere in moto un vecchio giradischi o per muovere i primi passi nel mondo dell’analogico. Facile da usare, ben equilibrata, abitua l’orecchio ad ascoltare in modo corretto. Personalmente, la vedrei bene su molti giradischi a trazione diretta anni ’70 e ’80. Potrebbe anche essere la scelta giusta quando si volesse collegare un giradischi senza grandi pretese ad un sistema Audio Video i cui ingressi phono (quando presenti) sono davvero il minimo indispensabile e diventerebbero il collo di bottiglia del sistema.

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AT-91b caratteristiche


marco